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domenica 5 aprile 2015

#dinnerisserved

sabato 29 marzo 2014

RECENSIONE: "Captain America - The Winter Soldier"



Recensione di Federico Meneghini

"Captain America - The Winter Soldier" è un film diretto da Anthony e Joe Russo  con Chris Evans, Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Robert Redford, Samuel L. Jackson e Anthony Mackie.
Il film segue il nostro eroe Marvel, Steve Rogers,  dopo gli eventi del primo film e dopo The Avengers tra tradimenti, salvataggio ostaggi e una nuova minaccia, il Winter Soldier, che vedrà impegnato lo S.H.I.E.L.D., Nick Fury, Natasha Romanoff, Sam Wilson (alias Falcon) e lo stesso Captain America in scene d'azione spettacolari e giochi di sguardi tra apparenti alleati e vere minacce.

PRIMA IMPRESSIONE
Il film inizia subito gettando le basi per una delle narrazioni forse tra le più solide dei film Marvel, presentandoci i nuovi personaggi e ricollegando il background del protagonista con vecchie conoscenze e nuovi nemici, il tutto condito con sfumature da film di spionaggio e scene d'azione davvero spettacolari e ben realizzate. La presenza di Robert Redford, inoltre, dà spessore al film che si ritrova ricco di personaggi di livello che ci tengono piacevolmente compagnia per tutto il film.

Come detto, la trama è più complessa e solida che in passato e questo è sicuramente un grande punto a favore di un film dal quale ci si aspetta prevalentemente azione non-stop. L'azione c'è ma segue quasi sempre un crescendo di dialoghi a motivazione della stessa che danno spessore all'intero film e lo rende molto più godibile di altri.

I personaggi ci fanno questa volta sentire ancora più all'interno dell'universo Marvel, la loro presenza è costante e sono davvero numerosi. Da Nick Fury a Natasha Romanoff (la cui presenza è stata determinante, soprattutto per il pubblico maschile), da Falcon al Winter Soldier, la varietà non manca e ci si trova davanti a personaggi ben costruiti, seppur a tratti un po' frettolosamente. Inoltre i riferimenti al precedente film, a vecchi personaggi e addirittura alla serie televisiva The S.H.I.E.L.D. danno uno sfondo credibile e godibile.

Le scene d'azione sono spettacolari, come anticipato, anche se non esageratamente ispirate (potrebbero essere tranquillamente prese da altri film della serie, cambiando i personaggi, e nessuno se ne accorgerebbe) ma la critica più grande la si può ritrovare nella resa di alcuni effetti visivi. Certo, la maggior parte è più che sufficiente ma in alcuni casi ci si trova davanti ad animazioni o render davvero poco realistici, quasi da film d'animazione. Questo è forse dovuto ad una produzione completata un po' di fretta (alcune scene sono state addirittura girate nuovamente a inizio 2014), ma non minano eccessivamente il film che però risulta meno curato sotto questo aspetto, soprattutto in alcune scene finali.

VERDETTO FINALE
In conclusione, "Captain America - The Winter Soldier" è senza dubbio un film godibile, uno tra i migliori della serie Marvel che fa dei personaggi e di una trama più complessa del solito i suoi punti di forza, il tutto mescolata alla classica dose d'azione che soddisferà fan e non.

VOTO 3 su 5

(aggiungete mezzo punto se siete andati a vedere il film solo per la Vedova Nera)

giovedì 27 marzo 2014

RECENSIONE: "300 - L'Alba di un Impero"



Recensione di Federico Meneghini

Il seguito dell'originale "300", "L'Alba di un Impero", è un film diretto da Noam Murro con Eva Green, Sullivan Stapleton e Rodrigo Santoro. Il film si basa sulla graphic novel di Frank Miller, e inizia come prequel, narrando di vicende antecedenti a quelle del primo film, e termina con vicende successive. Si tratta quindi di un film che "contiene" le vicende del primo, quantomeno in termini di cronologia degli eventi. Questa volta vediamo la malvagia Artemisia, interpretata da Eva Green, vuole la sua vendetta contro Temistocle dopo che quest'ultimo è riuscito a uccidere Dario I, padre di Serse I nella battaglia di apertura del film.

PRIMA IMPRESSIONE
Siamo onesti, per quale motivo si va a vedere un film come "300 - L'Alba di un Impero"? Effetti speciali, azione "storica" e tanto, tantissimo slow-motion. Ebbene, fin dall'inizio, questa nostra fame di suddetti elementi viene ampiamente saziata (per poco) con ancora più slow-motion, violenza e perfezione "grafica". La pioggia iniziale, la fisicità dei combattimenti, il sangue, tutto contribuisce a rendere ancora più spettacolare questa introduzione e a renderci felici di essere andati a vedere il film.

Di certo la soddisfazione permane per quasi tutto il film, con picchi soprattutto nella prima parte e dopo la metà del film. Ma una cosa che fa piacere è vedere che, seppur la trama non eccella in profondità o fedeltà storica, il film si prende il suo tempo per creare tensione e dare più spessore tra i personaggi ove questi sono protagonisti o vestono ruoli importanti. Veniamo quindi a capire le motivazioni che spingono Artemisia a quella sete di sangue che tanto la contraddistingue nel film, evento che regge tutto il film e fortunatamente non stanca.

Il personaggio di Artemisia è senza dubbio il più interessante, nonchè protagonista della pellicola. E' più "organica" e variegata di quanto ci si aspetterebbe e diverse scene che la vedono protagonista sono davvero dei piccoli gioielli di regia e ideazione.

Le battaglie, al contempo, sono spettacolari e appaganti. Qui sono presenti battaglie via mare che danno varietà al film e i cui effetti speciali (seppur a tratti non al massimo delle potenzialità) sono soddisfacenti e ben fatti.

La più grande critica che si può fare al film, al di là della fedeltà storica della trama, che è comunque interessante e ben realizzata, è la semplicità di ciò che il film offre. Combattimenti, azione, slow-motion e tanto sangue. Un'arma a doppio tagli dunque, che sì vi spinge a vederlo ma al contempo è forse la cosa che più vi lascia l'amaro in bocca. Questa sensazione può essere dovuta anche al fatto che si tratta di un sequel e che quindi il grande impatto del primo film sia un po' svanito (anche se l'attesa ha potuto ricostruire gran parte dell'esaltazione nel rivedere un "300" sul grande schermo). Ma questo non rovina di certo la godibilità complessiva del film.

VERDETTO FINALE
"300 - L'Alba di un Impero" è dunque un film molto godibile: soddisfa l'occhio dello spettatore in cerca di effetti speciali, disseta lo spettatore in cerca di sangue e azione e affascina quello in cerca di un'ambientazione storico-mitologica. Missione compiuta dunque, anche se un maggior approfondimento delle sottotrame e dei personaggi avrebbe senza dubbio giovato.

VOTO 3 su 5

RECENSIONE: "47 Ronin"



Recensione di Federico Meneghini

"47 Ronin" è un film diretto da Carl Rinsch con Keanu ReevesCary-Hiroyuki TagawaHiroyuki Sanada e Rinko Kikuchi. Il film narra le vicende di Kai (Keanu Reeves), un emarginato, e si basa sulla vera storia dei 47 samurai che nel VIII secolo cercarono vendetta contro Shogun.

PRIMA IMPRESSIONE
Che siate andati al cinema con grandi aspettative o meno, il film tenta subito di rapirvi con le atmosfere, i paesaggi e soprattutto focalizzandosi sulla figura di questo ragazzo emarginato, Kai, il tutto condito con la classica narrazione fuori campo. Sin dall'inizio il film è piacevole da vedere e anche se non amate il genere vi può tenere interessati per un bel po'.

La narrazione del film, a tratti fin troppo lineare ma comunque sufficientemente coerente, è un punto forte del film: si segue volentieri la trama dall'inizio alla fine, seppur l'attenzione possa calare in mancanza di personaggi spiccatamente caratterizzati (ad eccezione della maga/strega in grado di cambiare aspetto e di trarre in inganno le sue vittime attraverso visioni ed insetti strani).

Gli effetti speciali sono ben fatti seppur non raggiungano l'eccellenza, come per esempio la prima creatura che si incontra nel film o alcuni green screen fin troppo visibili sia per quanto riguarda l'illuminazione che i set a volte visibilmente "finti". Spesso e volentieri, poi, lo stile generale del film sarebbe potuto essere molto più dettagliato e curato, addirittura stilizzato: le ambientazioni c'erano, i personaggi pure, manca forse un po' di ispirazione generale che avrebbe giovato al film che, però, non ne esce di certo sconfitto. Fa il suo dovere, insomma.

La cosa che forse ho notato di più nel corso del film è il montaggio. Seppur abbia apprezzato molto gli scorci e i set costruiti per tale film, in alcune sequenze il montaggio sembra un po' approssimativo, tagliando troppo presto in alcuni casi e mancando di originalità in altri. Niente di troppo compromettente, comunque.

Un altro punto che mi ha lasciato perplesso è la figura dell'emarginato Kai, interpretato dalla star americana del film: Keanu Reeves. Se infatti all'inizio la sua figura sembra essere chiave per l'intero film, lasciando presagire un suo potere sconfinatamente superiore a quello degli altri samurai, nel corso del film ci si ritrova a relegarlo a semplice personaggi, a volte addirittura secondario, che di certo è significativo e determinante in alcuni punti (durante alcune battaglie e nel finale) ma molto meno di quanto non sembrasse all'inizio. Peccato, la sua figura sarebbe potuta essere molto più caratterizzata e profonda.

VERDETTO FINALE
"47 Ronin" è un film godibile dall'inizio alla fine, non è pretenzioso e fa il suo lavoro nella maggior parte dei campi. Una maggiore ispirazione e cura nei dettagli lo avrebbero elevato a "filmone" di inizio 2014. Molto più promettente sulla carta che sullo schermo, si tratta comunque di un buon film.

VOTO 3 su 5

martedì 25 marzo 2014

RECENSIONE: "Lei"



Recensione di Federico Meneghini

"Lei" (Her, titolo originale) è il nuovo film di Spike Jonze, direttore di numerosi video musicali, con Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde e, nella versione inglese, doppiato anche da Scarlett Johansson. Il film narra della storia tra il protagonista, interpretato da Joaquin Phoenix, e dal suo sistema operativo (una sorta di Siri) doppiato in italiano da Micaela Ramazzotti.

PRIMA IMPRESSIONE
"Lei" si è imposto velocemente tra i miei film più attesi e interessanti del 2013/2014 e subito nei primi minuti si può capire il perchè: atmosfere alienanti, un futuro davvero dietro l'angolo nel quale ci si può facilmente riconoscere e rapporti interpersonali... particolari. Ottimi i colori, le atmosfere e la colonna sonora.

Joaquin Phoenix è qui un attore straordinario. Riesce a creare un rapporto molto intimo con lo spettatore. Ci si immedesima a tratti, ma non troppo; ci si ritrova a provare tenerezza per lui, e a volte non se ne capisce completamente le motivazioni. Splendido il suo ruolo e il tutto è realizzato in modo magistrale dall'attore e dal regista. La stessa cosa si può dire per la "voce", co-protagonista, che ci accompagna per tutto il film, "Lei" per l'appunto. Un'intelligenza artificiale che non ha nulla da invidiare ad una persona vera, con sentimenti che si formano crescono nel corso del film. Apprende, ama, odia, è gelosa, si diverte e piange, tutto con una delicatezza impressionante. Anche gli attori secondari riescono a dare la sensazione di un microcosmo che permane anche quando non sono su schermo e riescono in tutti gli obiettivi che il film si prefigge senza risultare di troppo.

L'unica cosa in cui non mi sono ritrovato immerso è nella credibilità del rapporto tra Theodore (Joaquin Phoenix) e il suo sistema operativo, che è di fatto il fulcro dell'intero film. Almeno non completamente. Capisco il rapporto scherzoso e divertito dei primi minuti del film (probabilmente non farei altro che parlare al mio sistema operativo se avesse davvero la voce di Scarlett Johansson e rispondesse in modo così intelligente...) ma andando avanti, la storia d'amore prende una piega quasi morbosa a tratti nella quale non mi riesco a rispecchiare. Detto questo, il film ha perfettamente senso e il rapporto è creato in maniera dettagliata e incredibilmente profonda. E' solo una questione di "finzione" nella quale, personalmente, non riesco a trovarmi.

La colonna sonora è senza dubbio un enorme punto a favore. Non è mai esagerata, ma è quasi sempre presente, e in alcuni momenti crea scene quasi commoventi e toccanti. Spesso fa la differenza in un mondo così apparentemente "distaccato" e "sintetico", in cui le relazioni non sono più come le viviamo oggi (forse non si può neanche più dire così già oggi). La parte iniziale, la scena in cui i due personaggi, un essere umano e un sistema operativo, cantano insieme è un momento di pura meraviglia cinematografica e dal grande potere emozionale. Una scena davvero profonda e toccante. Stessa cosa per lo stile visivo, molto opaco e luminoso, ricercato e piacevole. Tutto concorre a questa sensazione di alienazione e mondo senza tempo che è uno dei punti vincenti del film.

Il film però va ben al di là della relazione macchina/essere umano, tocca tematiche molto più profonde. Durante l'intero film traspare un grande senso di solitudine, estraniazione e in alcuni momenti ci si sente quasi terrificati all'idea che in un futuro non molto lontano potremmo trovarci nella stessa situazione. Alcune scene rasentano la perversione, e per molto tempo nel corso del film ci si trova a pensare "C'è qualcosa di sbagliato". E' la forza principale del film: scavare nel profondo delle relazioni tra persone, conoscere il vero significato di "amore". Un film che fa riflettere.

VERDETTO FINALE:
"Lei" è uno dei film più originali, toccanti, profondi  e ben fatti degli ultimi anni. Un film che sarà godibile sia per chi guarda solo la superficie e fantastico per chi va oltre e vuole scavare alla ricerca dei significati più nascosti. Oscar e Golden Globe meritatissimi. Da vedere.

VOTO: 4.5/5

RECENSIONE: "Need for Speed"



Recensione di Federico Meneghini

"Need for Speed" è un film diretto da Scott Waugh con Aaron Paul, Imogen Poots e Dominic Cooper e una piccola parte dedicata a Michael Keaton. Il film si ispira alla famosa serie di videogiochi della EA che da diverso tempo a questa parte sforna nuovi capitoli quasi ogni anno. In questo caso vediamo il nostro protagonista interpretato da Aaron Paul dover fronteggiare un avversario (in seguito ad eventi che non vogliamo spoilerare) con la macchina più veloce del mondo.

PRIMA IMPRESSIONE:
Premetto che non sono andato al cinema pieno di aspettative: purtroppo i film su licenza basati sui videogiochi spesso falliscono nel tentativo di creare un buon film e rimangono appesi tra "soddisfare i fan" e "creare un film decente" spesso fallendo entrambi i punti. Da questo film mi aspettavo una versione 2.0 (se non altro a livello di stupidità e irrealismo) di una serie come quella di Fast and Furious. Detto questo, sono rimasto sorpreso nel vedere che il film non forzava questi punti, e che invece si focalizzava sul creare una storia senza pretese ma comunque sensata e sul creare un'atmosfera piacevole.

Il film non si limita a mostrare motori rombanti e auto che sfrecciano a velocità improponibili, di certo c'è anche questo, ma in quantità inferiore a quanto mi aspettassi, e fidatevi, non mi aspettavo altro. Ci si concentra anche su delle atmosfere che ricordano molto i film automobilistici degli anni '80 (a me ha ricordato vagamente i colori di "Giorni di Tuono" e addirittura "Top Gun", di cui una citazione anche nel film). Questo è senza dubbio positivo. Non troppe scene di stupidità o stunt impossibili, presenti in maniera eccessiva invece in Fast 6, per esempio, ma c'è anche spazio per una storia "normale" e che se non rapisce, comunque accompagna piacevolmente i protagonisti fino alla fine.

Detto questo, se vogliamo parlare di corse automobilistiche, il fulcro del videogioco da cui il film è tratto, anche qui siamo messi bene. Il film è inframezzato da corse, ognuna motivata da qualche evento nel film, e sono senza dubbio spettacolari. Ho apprezzato come ogni corsa non fosse lì per il solo spettacolo ma avesse uno scopo e seppur gli stunt fossero tutti spettacolari e ben realizzati, nessuno raggiungeva il ridicolo. Buoni anche gli effetti speciali e sorprendente l'utilizzo di GoPro per alcuni "voli".

VERDETTO FINALE:
"Need for Speed" è senza dubbio un film godibile, anche da coloro che non conoscono il videogioco originale. E' un film in grado di sopravvivere sulle proprie gambe seppur non abbia grosse pretese. Le atmosfere, una presenza un po' casuale ma pur sempre piacevole di Micheal Keaton, degli attori con i quali ci si trova a fare amicizia dopo poco sono solo alcuni dei punti a favore di questo film.

VOTO: 2.75/5

RECENSIONE: "Il Ricatto"



Recensione di Federico Meneghini

"Il Ricatto" (Grand Piano, titolo originale) è un film diretto dal regista spagnolo Eugenio Mira con Elijah Wood e John Cusack. Il film è incentrato su un importante concerto che il pianista Tom Selznick, interpretato da Elijah Wood, deve tenere e durante il quale un cecchino lo tiene sotto mira dalle balconate di un teatro di Chicago e minaccia di uccidere la moglie se deciderà di non suonare un famoso pezzo composto dal maestro del pianista, il quale è l'unico in grado di suonarlo.

PRIMA IMPRESSIONE
Il film si presenta bene, soprattutto visivamente. Manca di una certa raffinatezza, alcuni pezzi sono meno azzeccati di altri, ma in generale contiene ottimi spunti di regia tutti regalati dall'ambientazione (il teatro) e dal pianoforte. Subito, al contrario, si fatica ad entrare perfettamente nella storia, in quanto i pezzi vengono raccontati in modo un po' zoppicante, quasi come a voler dimostrare le capacità di narrazione del regista ma che non sono mai rese appieno, soprattutto all'inizio. Nonostante questo, il film parte abbastanza bene, soprattutto grazie alle potenzialità visive.

Il film si regge su una trama sulla carta interessante e originale e soprattutto su Elijah Wood, la vera star del film spagnolo, e da una breve parte di John Cusack (seppur la voce sia presente per tutto il corso del film). Questo un po' si sente, in quanto non si ha mai la sensazione che il film sia sufficientemente pregno o che si possa reggere sui propri piedi senza la presenza dei due attori. Questo è dovuto ad una trama di certo interessante ma che lascia troppo al caso e non è calcolata alla perfezione.

La trama è di certo il punto debole del film che, purtroppo, come detto prima, sarebbe potuta essere davvero ottima e originale ma ci si ritrova troppo spesso di fronte a situazioni poco realistiche e clichè troppo frequenti. Pagine di uno spartito che narrano quasi in tempo reale cosa sta per accadere o cosa deve fare il protagonista con una precisione impressionante, un "cattivo" che non nota cose piuttosto grossolane nonostante tenga sotto mira il pianista per tutto il film, e un finale un po' irrazionale che esce fuori dal nulla e che non viene spiegato fino alla fine.

La recitazione dei due personaggi principali, poi, non è delle migliori. Elijah Wood non ha una presenza su schermo che possa giustificare il suo ruolo, nè tantomeno John Cusack può essere considerato un vero e proprio "cattivo" che possa preoccupare il pubblico.

VERDETTO FINALE:
"Il Ricatto" è un film che poteva fare e dare molto di più ma a causa di una trama un po' approssimativa e dei ruoli poco curati non spicca il volo. Un vero peccato perchè lo stile visivo è davvero valido, così come lo sarebbe stata la trama stessa. Sulla carta almeno.

VOTO: 2.5/5

mercoledì 12 marzo 2014

RECENSIONE: "Un Ragionevole Dubbio"



Recensione di Federico Meneghini

"Un Ragionevole Dubbio" è un film di Peter Howitt con Dominic Cooper e Samuel L. Jackson. Il film costato solo 8 milioni di dollari narra la contorta vicenda di un avvocato che per un mancato soccorso dopo aver investito un pedone sotto l'effetto dell'alcol viene coinvolto in una questione ancora più complessa.

PRIMA IMPRESSIONE:
Andando al cinema, da questo film ci si aspetta il tipico film poliziesco-thriller anni '90 ed è esattamente quello che ci si trova di fronte. Si è però subito coinvolti dalla trama che pur nella sua semplicità prende e ci si immedesima nel protagonista fin dai primi minuti.

Senza dubbio, uno dei punti a favori del film è proprio la sua semplicità che traspare dai primi minuti. Il tutto può sembrare prevedibile, a parte qualche sfumatura che più avanti ribalterà la situazione anche se non si può parlare di colpo di scena, ma considerando il genere a cui appartiene il film e considerando la buona atmosfera che si crea intorno ai personaggi, ricalcando quelle atmosfere di un decennio e più fa, il risultato è godibile e intrattiene.

Le interpretazioni sono standard, nessuno eccelle ma risultano tutti credibili, insomma, fanno il loro dovere. Samuel L. Jackson, seppur non sia esattamente la star del film, lo troviamo in un ruolo un po' diverso dal solito, soprattutto dallo standard stile "Avengers" e pur non dando troppo spessore al suo personaggio (forse è anche colpa del copione) fa la sua bella figura.

VERDETTO FINALE:
"Un Ragionevole Dubbio" non è un film pretenzioso, al contrario offre quello che ci si aspetta e prende dall'inizio alla fine. Ci vorrebbero più film di questo tipo, vecchio stile con buone atmosfere e una trama che prenda, magari un po' più complessi e meno prevedibili.

VOTO: 3/5

RECENSIONE: "Saving Mr. Banks"



Recensione di Federico Meneghini

"Saving Mr. Banks" è un film di John Lee Hancock con Emma Thompson, Tom Hanks, Colin Farrell e Paul Giamatti. Il film narra delle trattative tra Walt Disney e Pamela Lyndon Travers, dopo che la seconda è volata a Hollywood da Londra per discutere dei diritti dei suoi libri, che hanno portato alla realizzazione di "Mary Poppins" nel 1961.

PRIMA IMPRESSIONE:
Il film è prodotto dalla Disney, narra della realizzazione di uno dei successi più grandi della Disney e uno dei protagonisti è Walt Disney stesso. Potete immaginare l'atmosfera che permea l'intero film e che dai primi minuti vi immerge negli anni '60 a Hollywood? Deduco di si. E vi dico una cosa: è davvero bello esserci dentro.

I colori, gli abiti, gli effetti e le ambientazioni riescono tutte a regalare un'ottima atmosfera serena e colorata in linea con i film Disney e gli attori aiutano a dare spessore al film che si presenta da subito costruito abbastanza bene.

La scontrosità di Pamela e l'incredibile interesse di Walt nei confronti del film (è così che si faceva chiamare da tutti) sono perfettamente ritratti dalla Thompson e da Hanks che danno vitalità al film fin da subito. I dialoghi sono divertenti, le ambientazioni colorate e caratteristiche e anche i personaggi secondari come l'autista di Pamela, interpretato da Paul Giamatti, o gli autori delle canzoni che hanno composto la colonna sonora di "Mary Poppins" sono incredibilmente piacevoli da vedere e ascoltare.

Una cosa che mi ha sorpreso fin da subito è la presenza di Colin Farrell e di questa vicenda "parallela" sul passato della protagonista che viaggia in contemporanea con la trama principale per tutto il corso del film e viene mostrata in alcuni punti specifici che ci aiutano a comprendere meglio il carattere della protagonista e più avanti addirittura è in grado di dare una svolta al film stesso. Bravo Farrell in questa interpretazione particolare e molto apprezzabili gli sforzi nel dare più livelli alla trama che altrimenti risulterebbe forse un tantino ripetitiva nelle azioni.

VERDETTO FINALE
"Saving Mr. Banks" non rivoluziona niente ma quello che fa lo fa piuttosto bene: gli attori sono bravi, come li conosciamo, anche se la parte di Tom Hanks non richiedeva un eccessivo sforzo recitativo, le atmosfere sono piacevoli così come i personaggi secondari e le musiche in pieno stile Disney, ma soprattutto è la trama parallela che sorprende e dà uno spessore maggiore al film. Inoltre, è interessante vedere ciò che è avvenuto dietro alla realizzazione di uno dei film più importanti della Disney.

VOTO: 3/5

RECENSIONE: "Pompei"



Recensione di Federico Meneghini

"Pompei" è il nuovo film di W. S. Anderson con Kit Harington, Emily Browning, Kiefer Sutherland, Jared Harris e Carrie-Ann Moss. Il film narra dell'eruzione del Vesuvio che distrusse la città che dà il nome al film nel 79 d.C.

PRIMA IMPRESSIONE
Premettendo che non siamo andati al cinema con grandi aspettative per il film, sia per il fatto che già conoscevamo il finale (anche nell'ignoranza più totale, è la locandina del film che spoilera tutto), sia per mancanza di attori degni di un film che vuole ricalcare le atmosfere de "Il Gladiatore" (la presenza di Kiefer Sutherland si è rivelata un'apprezzata sorpresa, seppur per niente pubblicizzata nei trailer), il film inizia comunque sufficientemente bene, con un abbozzo di una sottotrama che traina l'intero film che, seppur incredibilmente prevedibile, è comunque apprezzabile.

La suddetta trama abbozzata, però, non basta a coprire una superficialità generale che permea in tutto il film: le relazioni sono poco approfondite e le azioni estremamente prevedibili e già viste milioni di volte al cinema. Gli attori molto giovani, poi, non riescono a fare breccia nei cuori di noi spettatori. Parlano poco, le comparse sono poche, forse alla luce di un budget non elevatissimo (80.000.000 di dollari per un film catastrofico non sono molti) e in generale si sente quanto la trama sia una forzatura per reggere un film basato su una catastrofe naturale, che è, senza ombra di dubbio, la vera protagonista di "Pompei".

C'è poco altro da dire sul film che, prima di arrivare al finale, è come detto prima prevedibile e superficiale. Non pessimo, di certo, ma niente che valga la pena rivedere una seconda volta. Per tutto il film si ha quasi la voglia che il finale arrivi presto perchè sappiamo bene quello che arriverà e sappiamo che sarà spettacolare.

Ed ecco che arriviamo al finale, di certo la parte migliore di tutto il film. Sembra un'ovvietà ma è così: gli effetti speciali qui danno il meglio e si rivelano fatti piuttosto bene (che gli 80.000.000 di budget siano stati spesi prevalentemente per gli effetti visivi? Probabile). La spettacolarità è alta e seppur il vulcano esploda un po' troppe volte (SPOILER) mancando sempre i nostri protagonisti e dando loro il tempo di scappare fino alla fine, ma poco importa di fronte a tale meraviglia per gli occhi. A questo punto si è pienamente soddisfatti del film, o quasi, in quanto unica parte che ci ha spinto a vedere il film (diciamocelo).

VERDETTO FINALE
Concludendo, "Pompei" è il film che ci si aspetta: un tripudio di effetti speciali che dà il meglio di sè nel finale ma che si traina per quasi tutto il film con una trama di poco spessore e dimenticabile e con attori che, al di fuori di Sutherland, trasmettono poco agli spettatori. Non vale il prezzo del biglietto, il nostro consiglio è quello di vedervelo a casa, magari quando è già iniziato da un po'.

VOTO: 2/5