Recensione di Federico Meneghini
"47 Ronin" è un film diretto da Carl Rinsch con Keanu Reeves, Cary-Hiroyuki Tagawa, Hiroyuki Sanada e Rinko Kikuchi. Il film narra le vicende di Kai (Keanu Reeves), un emarginato, e si basa sulla vera storia dei 47 samurai che nel VIII secolo cercarono vendetta contro Shogun.
PRIMA IMPRESSIONE
Che siate andati al cinema con grandi aspettative o meno, il film tenta subito di rapirvi con le atmosfere, i paesaggi e soprattutto focalizzandosi sulla figura di questo ragazzo emarginato, Kai, il tutto condito con la classica narrazione fuori campo. Sin dall'inizio il film è piacevole da vedere e anche se non amate il genere vi può tenere interessati per un bel po'.
La narrazione del film, a tratti fin troppo lineare ma comunque sufficientemente coerente, è un punto forte del film: si segue volentieri la trama dall'inizio alla fine, seppur l'attenzione possa calare in mancanza di personaggi spiccatamente caratterizzati (ad eccezione della maga/strega in grado di cambiare aspetto e di trarre in inganno le sue vittime attraverso visioni ed insetti strani).
Gli effetti speciali sono ben fatti seppur non raggiungano l'eccellenza, come per esempio la prima creatura che si incontra nel film o alcuni green screen fin troppo visibili sia per quanto riguarda l'illuminazione che i set a volte visibilmente "finti". Spesso e volentieri, poi, lo stile generale del film sarebbe potuto essere molto più dettagliato e curato, addirittura stilizzato: le ambientazioni c'erano, i personaggi pure, manca forse un po' di ispirazione generale che avrebbe giovato al film che, però, non ne esce di certo sconfitto. Fa il suo dovere, insomma.
La cosa che forse ho notato di più nel corso del film è il montaggio. Seppur abbia apprezzato molto gli scorci e i set costruiti per tale film, in alcune sequenze il montaggio sembra un po' approssimativo, tagliando troppo presto in alcuni casi e mancando di originalità in altri. Niente di troppo compromettente, comunque.
Un altro punto che mi ha lasciato perplesso è la figura dell'emarginato Kai, interpretato dalla star americana del film: Keanu Reeves. Se infatti all'inizio la sua figura sembra essere chiave per l'intero film, lasciando presagire un suo potere sconfinatamente superiore a quello degli altri samurai, nel corso del film ci si ritrova a relegarlo a semplice personaggi, a volte addirittura secondario, che di certo è significativo e determinante in alcuni punti (durante alcune battaglie e nel finale) ma molto meno di quanto non sembrasse all'inizio. Peccato, la sua figura sarebbe potuta essere molto più caratterizzata e profonda.
VERDETTO FINALE
"47 Ronin" è un film godibile dall'inizio alla fine, non è pretenzioso e fa il suo lavoro nella maggior parte dei campi. Una maggiore ispirazione e cura nei dettagli lo avrebbero elevato a "filmone" di inizio 2014. Molto più promettente sulla carta che sullo schermo, si tratta comunque di un buon film.
VOTO 3 su 5




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