Recensione di Federico Meneghini
"The Monuments Men" è il nuovo film scritto diretto, prodotto ed interpretato da George Clooney e con Matt Damon, Bill Murray, Cate Blanchett, John Goodman e Jean Dujardin. Il film è tratto da una storia vera e racconta la storia di un gruppo di uomini americani, inglesi e francesi che tentano di recuperare opere d'arte private e pubbliche rubate e nascoste dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.
PRIMA IMPRESSIONE:
Il film si presenta da subito come un mix di drammaticità, però mai estremizzata o troppo esplicita, ma con tocchi ironici da commedia. Questa unione di generi è una costante per tutto il film e questo, insieme a scelte registiche e stilistiche, lo avvicinano ad un film più classico e lo fanno apparire piuttosto leggero a tratti.
La trama è sicuramente interessante: durante la guerra vengono rubate diverse opere d'arte da parte dei nazisti per conto di Hitler al fine di creare un museo in cui includerle tutte, ma un gruppo di critici, esperti e direttori si riuniscono grazie a George Stout (Clooney) per andarle a cercare e recuperare. Il film è infatti prevalentemente composto da dialoghi e ricerche, e gli sconti a fuoco sono pochissimi se non assenti e questo potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Di certo il film è pensato ma si poteva fare qualcosa di più per rendere la trama ancora più interessante.
Il cast è variegato ma è anche uno dei punti deboli del film: nonostante la presenta di attori che ci farebbe piacere vedere più spesso, come Bill Murray, e di livello, sono tutti sotto sfruttati e appaiono per poco su schermo o addirittura, seppur presenti, i loro dialoghi sono ridotti all'osso. Questo si sente, soprattutto se uno dei motivi per cui andate a vedere il film sono gli attori presenti.
Altro aspetto negativo è il ritmo del film. Come anticipato, sin da subito è evidente il mix di dramma e commedia e questo spesso aiuta a reggere alcune parti del film un po' più lente, ma alla lunga toglie personalità al film e non ci si riesce ad identificare troppo con i personaggi. Questo è un problema, soprattutto se consideriamo l'intento, a tratti fin troppo evidente, di far risaltare il lavoro di un gruppo di uomini realmente esistito che viene più volte citato e avvicinato agli altri eroi di guerra.
Sempre relativo al ritmo, è lo stile di alcune scene. In generale c'è un'atmosfera poco tesa, e gli attori danno l'idea di sapere già come il film andrà a finire, e c'è un costante alternarsi di scene drammatiche e scene invece piuttosto piatte, che rendono le prime quasi ridicole e incoerenti. Se prese singolarmente, queste scene più interessanti sarebbero anche ben costruite, ma nel contesto si rovinano e diventano una parodia del film stesso insieme ad alcune frasi e dialoghi davvero eccessivi.
VERDETTO FINALE:
"The Monuments Men" è un buon film ma poteva essere costruito molto meglio a partire dallo stile generale: si poteva ancorare ai canoni del film di guerra, trasformandosi in un film drammatico al 100%, oppure poteva semplicemente prendersi meno sul serio e mantenere quel tono leggero che permea diverse scene ma un mix di questi due elementi stona davvero troppo. In generale è un film godibile con buoni spunti e alcune parti ben fatte ma aveva il potenziale di diventare un ottimo film.
VOTO: 3/5










