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sabato 15 febbraio 2014

RECENSIONE: "The Monuments Men"


Recensione di Federico Meneghini

"The Monuments Men" è il nuovo film scritto diretto, prodotto ed interpretato da George Clooney e con Matt Damon, Bill Murray, Cate Blanchett, John Goodman e Jean Dujardin. Il film è tratto da una storia vera e racconta la storia di un gruppo di uomini americani, inglesi e francesi che tentano di recuperare opere d'arte private e pubbliche rubate e nascoste dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

PRIMA IMPRESSIONE:
Il film si presenta da subito come un mix di drammaticità, però mai estremizzata o troppo esplicita, ma con tocchi ironici da commedia. Questa unione di generi è una costante per tutto il film e questo, insieme a scelte registiche e stilistiche, lo avvicinano ad un film più classico e lo fanno apparire piuttosto leggero a tratti.

La trama è sicuramente interessante: durante la guerra vengono rubate diverse opere d'arte da parte dei nazisti per conto di Hitler al fine di creare un museo in cui includerle tutte, ma un gruppo di critici, esperti e direttori si riuniscono grazie a George Stout (Clooney) per andarle a cercare e recuperare. Il film è infatti prevalentemente composto da dialoghi e ricerche, e gli sconti a fuoco sono pochissimi se non assenti e questo potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Di certo il film è pensato ma si poteva fare qualcosa di più per rendere la trama ancora più interessante.

Il cast è variegato ma è anche uno dei punti deboli del film: nonostante la presenta di attori che ci farebbe piacere vedere più spesso, come Bill Murray, e di livello, sono tutti sotto sfruttati e appaiono per poco su schermo o addirittura, seppur presenti, i loro dialoghi sono ridotti all'osso. Questo si sente, soprattutto se uno dei motivi per cui andate a vedere il film sono gli attori presenti.

Altro aspetto negativo è il ritmo del film. Come anticipato, sin da subito è evidente il mix di dramma e commedia e questo spesso aiuta a reggere alcune parti del film un po' più lente, ma alla lunga toglie personalità al film e non ci si riesce ad identificare troppo con i personaggi. Questo è un problema, soprattutto se consideriamo l'intento, a tratti fin troppo evidente, di far risaltare il lavoro di un gruppo di uomini realmente esistito che viene più volte citato e avvicinato agli altri eroi di guerra.

Sempre relativo al ritmo, è lo stile di alcune scene. In generale c'è un'atmosfera poco tesa, e gli attori danno l'idea di sapere già come il film andrà a finire, e c'è un costante alternarsi di scene drammatiche e scene invece piuttosto piatte, che rendono le prime quasi ridicole e incoerenti. Se prese singolarmente, queste scene più interessanti sarebbero anche ben costruite, ma nel contesto si rovinano e diventano una parodia del film stesso insieme ad alcune frasi e dialoghi davvero eccessivi.

VERDETTO FINALE:
"The Monuments Men" è un buon film ma poteva essere costruito molto meglio a partire dallo stile generale: si poteva ancorare ai canoni del film di guerra, trasformandosi in un film drammatico al 100%, oppure poteva semplicemente prendersi meno sul serio e mantenere quel tono leggero che permea diverse scene ma un mix di questi due elementi stona davvero troppo. In generale è un film godibile con buoni spunti e alcune parti ben fatte ma aveva il potenziale di diventare un ottimo film.

VOTO: 3/5

RECENSIONE: "Blue Jasmine"


Recensione di Federico Meneghini

"Blue Jasmine" è il nuovo film di Woody Allen con Cate Blanchett, Alec Baldwin e Sally Hawkins. Il film tratta di Jasmine (Cate Blanchett) che dopo aver vissuto una vita davvero agiata si trova costretta a trasferirsi da New York a San Francisco dalla sorella Ginger.

PRIMA IMPRESSIONE:
Come per ogni film di Woody Allen, ci si aspetta subito che ben presto dopo l'inizio del film ci si trovi coinvolti completamente in una trama apparentemente semplice e plausibile ma al contempo brillante e ben costruita. E questo accade anche in Blue Jasmine. La trama nella quale ci si può facilmente immedesimare, come sa bene il regista, e l'interpretazione della Blanchett, ricreano la classica atmosfera da film di Woody Allen. Il che è solo positivo.

L'interpretazione della Blanchett, appunto, è sicuramente uno dei punti a favore del film: come al solito si tratta di un attrice bravissima ad interpretare svariati ruoli e si trova qui ad impersonare una donna con qualche squilibrio mentale, seppur non eccessivo, in seguito ad una crisi famigliare ed economica che la costringono a trasferirsi dalla non-troppo-amata sorella Ginger che vive in California. L'attrice riesce a dare le emozioni giuste, spesso ridicolizzandosi, senza mai risultare costruita o incoerente (se non per motivi relativi alla trama).

Le scene ricreate da Woody Allen, poi, come al solito permettono ai personaggi di dare il meglio, in questo caso anche grazie a flashback molto frequenti che portano avanti due trame parallele: una relativa al presente di Jasmine e una relativa al suo passato, ma entrambe richiamate da eventi che si intrecciano o si verificano in modo simile. Questo aiuta a conoscere meglio i personaggi, la trama e le motivazioni che spingono i vari protagonisti a fare determinate scelte, ma il tutto è raccontato in modo originale e che mantiene alto l'interesse dall'inizio alla fine.

La colonna sonora usata nei film di Allen è sempre azzeccatissima e anche qui non è da meno, seppur lievemente sotto tono rispetto a film come "Midnight in Paris" o "Match Point". Qui c'è un ampio uso di musica Jazz e Blues e la stessa protagonista continua a ripetere il testo di "Blue Moon".

La critica che si può muovere nei confronti di questo film è che se non ci si sente coinvolti dai protagonisti e dalla trama in generale, Blue Jasmine potrebbe stancare un po', soprattutto dalla metà in poi. Se "Midnight in Paris" aveva un'atmosfera sognante e fiabesca che poteva coinvolgere chiunque, se "Match Point" prevedeva una situazione nella quale riconoscersi e trovarsi ad interrogare noi stessi sulle scelte del protagonista, se "Sogni e Delitti" poteva porci delle questioni di carattere morale, questo film non raggiunge tali livelli e si limita a raccontare una storia che sì rispecchia una situazione molto attuale, ma si limita più a descriverla in generale usando una protagonista sola, che crearne una in particolare con caratteristiche uniche. Il che non si può considerare un problema ma non permette a Blue Jasmine di essere considerato uno dei migliori lavori di Allen.

VERDETTO FINALE:
Blue Jasmine è senza dubbio un ottimo film che mantiene tutte le promesse e le caratteristiche che rendono i film di Woody Allen unici, che unitamente all'ottima interpretazione di Cate Blanchett lo rendono un film da vedere per gli appassionati del regista ma non si tratta di uno dei migliori.

VOTO: 3,5/5

sabato 8 febbraio 2014

RECENSIONE: "Last Vegas"


Recensione di Federico Meneghini

"Last Vegas" è un film diretto da Jon Turtletaub con Morgan Freeman, Michael Douglas, Robert De Niro e Kevin Kline. Il film narra la storia di quattro anziani amici di vecchia data, la cui storia è anticipata da un flashback di più di 50 anni prima, che si trovano ad andare a Las Vegas per un'ultima volta prima del matrimonio di Billy (Michael Douglas) che sta per sposarsi una ragazza di molti anni più giovane.

PRIMA IMPRESSIONE:
Di certo da un film di questo tipo non ci si aspettano grandi cose, soprattutto perchè non si è mai venduto come capolavoro, ma i quattro attori sicuramente incuriosiscono in questa veste di "Notte da Leoni" over 70. E appena il film inizia, per un attimo ci si dimentica l'operazione commerciale del film e la scarsa fantasia della trama. Fa sempre piacere vedere 4 grandi attori di questo calibro in piena forma (anche se alcuni nel film presentano malattie e operazioni che non permettono di dipingerli in salute eccessiva, cosa che viene anche usata come scusa da Morgan Freeman) e per questo il film si presenta subito abbastanza godibile.

Il pretesto di avere tali attori spesso presenta alcune lacune e alcune scelte sono un po' troppo forzate: 70enni che sono considerati estremamente attraenti da ragazze 20enni, scazzottate che finiscono con i quattro protagonisti vittoriosi, feste organizzate da fare invidia alle giovani star di Hollywood, etc., e spesso si viene trascinati fuori dallo già scarso realismo delle scene su schermo. Questo fortunatamente non incide eccessivamente sull'atmosfera e sul film che risulta poco pretenzioso.

Come detto prima, gli attori fanno il 90% del film: auto-ironizzano sull'età (la nuova moda dei film hollywoodiani), si prendono in giro, vagano per terre in cui sono i giovani a farla da padroni ma non per questo risultano da meno e anzi tendono a dominarle. Queste performance, però, spesso sembrano sprecate se prendiamo attori come Douglas e De Niro che si sforzano quasi troppo nella loro parte considerando la tipologia di film.

Carine le canzoni, tutte in linea con il film, che tengono compagnia e mantengono l'atmosfera leggera e godibile fino alla fine. Le ambientazioni non sono troppo varie e la Las Vegas dipinta nel film risulta "alleggerita" da tutte le componenti meno adatte ad un pubblico di giovanissimi, anche per rispettare il target che il film si prefigge. Questo non è necessariamente un male, anche perchè niente è forzato in questo caso.

VERDETTO FINALE
"Last Vegas" è un film con poche pretese, in cui gli attori la fanno da padrone grazie alla loro auto-ironia e che regalano un'ora e mezza di relax e scene divertenti. Non vale il prezzo pieno del biglietto ma in TV sarà divertente vedere alcuni dei vostri attori preferiti nel ruolo di 70enni in cerca di un ultima vacanza nella città del peccato in onore dei vecchi tempi.

VOTO: 2.5 / 5


RECENSIONE: "American Hustle"


Recensione di Federico Meneghini

"American Hustle" è un film diretto da David O. Russell con Christian Bale, Bradley Cooper, Amy Adams, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence e un interessante cameo di Robert De Niro.
Il film si basa su eventi realmente accaduti alla fine degli anni '70: l'operazione dell'FBI "Abscam" relativa alla corruzione in alcune organizzazioni governative.

PRIMA IMPRESSIONE
Il film inizia con un'anticipazione per poi continuare attraverso diversi flashback riguardo ai vari eventi che precedono il climax della trama. Si notano subito i cambiamenti fisici estremi che, ancora una volta dopo "The Machinist" e "Il Cavaliere Oscuro", Christian Bale si ritrova a subire, il che denota una certa cura da parte dell'attore per i ruoli che interpreta. Sicuramente cambiare aspetto fisico è il suo forte. Il tutto condito con dialoghi non brillanti ma sicuramente pensati che tengono buono il ritmo, almeno per i primi minuti.

La critica maggiore che si può muovere nei confronti di "American Hustle" è relativa al ritmo generale e alla durata: il film è curato, la trama interessante, alcune scene d'effetto sono indimenticabili e ci sono trovate registiche degne di nota, ma considerando la natura della maggior parte del film in cui prevalgono i dialoghi, una durata inferiore o qualche scena più accattivante, visti anche i temi, avrebbero giovato al film. Detto questo, considerando la vicenda che è tratta da fatti reali e la bravura di attori e regista, se si è disposti a "sopportare" poca azione e molti dialoghi su schermo per circa 2 ore allora vi troverete davanti un ottimo film.

Bravura di attori, ho detto, perchè se c'è una cosa che si nota fin da subito sono i personaggi perfettamente caratterizzati e curati che i vari attori interpretano egregiamente. Bale, che grazie al suo aspetto fisico e la sua interpretazione danno realismo al suo personaggi, Amy Adams che stupisce grazie alla sua interpretazione che varia più volte nel corso del film, Bradley Cooper che si trova qui nei panni di un personaggio molto diverso dai suoi soliti, fino ad arrivare a Jeremy Renner e Jennifer Lawrence che seppur con ruoli lievemente meno presenti degli altri si sanno distinguere e regalare ottimi momenti. Per esempio la scena in cui la Lawrence canta in giro per casa è indimenticabile e segna un punto interessante per il film.

Lo stile generale del film e la narrazione sembrano voler alleggerire il tono degli eventi con ironia e leggerezza. In un film simile ciò può avere un ottimo effetto sul pubblico, oppure può fallire miseramente se al di sotto c'è una trama scarna e superficiale. Questo film non fa parte di nessuno dei due casi, ma si ferma nel mezzo: l'ironia aiuta, così come la trama, ma non ci troviamo su livelli sufficientemente alti da rimanere nella storia del cinema

Anche dalla colonna sonora ci aspettavamo qualcosa in più, soprattutto in presenza della suddetta scena in cui la Lawrence canta in giro per casa, ma purtroppo siamo rimasti delusi. Non ce n'è una necessità estrema in questo caso, ma visti gli anni in cui il film è ambientato e vista la rosa di canzoni disponibili si sarebbe potuto fare molto di più.

VERDETTO FINALE
"American Hustle" è un ottimo film ma non è esente da critiche e problemi che lo allontanano dall'essere un capolavoro. L'ottima interpretazione e caratterizzazione degli attori, così come alcune trovate sceniche lo elevano dalla media e riescono a far dimenticare il ritmo non eccelso e una mancanza di brillantezza generale.

VOTO: 3.5 / 5

DIETRO LE QUINTE: "Finishing FLIMSY!"


Finalmente è arrivato il primo dietro le quinte di Interludi e Finale di FLIMSY! "Finishing FLIMSY" vi guiderà attraverso i momenti più divertenti della produzione degli ultimi episodi della nostra webseries. In attesa del documentario completo con interviste, dietro le quinte, aneddoti e molto altro, godetevi questo fantastico video!

RECENSIONE: "Dietro i Candelabri"


Recensione di Federico Meneghini

"Dietro i Candelabri" è il nuovo film di Steven Soderberg con Michael Douglas e Matt Damon. Il film narra della vita di Liberace famoso pianista scomparso nel 1987, interpretato da Douglas e della sua storia d'amore con Scott Thornson, interpretato da Damon.

PRIMA IMPRESSIONE
Lo stile visivo di Soderbergh è visibile fin da subito grazie ad un ottimo uso di inquadrature e colorazione (molto saturata e con uno stile anni '70 - '80 marcato soprattutto nelle scene in cui il protagonista suona), anche se ci sono alcune trovate originali che rinfrescano il tutto. Tuttavia è la grande interpretazione di Michael Douglas a farla da padrone.

L'interpretazione di Douglas come il pianista omosessuale Liberace, in primis, e quella di Matt Damon come suo compagno, Scott Thornson, per quasi tutto il corso del film, sono la punta di diamante dell'intero film. Risultano entrambi estremamente credibili e mai eccessivi. Certo ci si poteva aspettare qualcosa di simile da due attori di questo calibro, ma il rischio di rendere il tutto una farsa, soprattutto considerando lo stile di vita dei due personaggi, era molto alto.

Come anticipato, lo stile visivo ricalca il periodo in cui è ambientato il film, così come le atmosfere di Las Vegas con suoi eccessi e la poca classe di alcuni ambienti e abitazioni. Alcune inquadrature sono ben pensate, d'effetto, altre, come nel finale, quasi commoventi. Ottimo lavoro da parte di Soderbergh dunque.

La trama ricalca la storia d'amore tra i due protagonisti e i loro eccessi che portano Liberace ad obbligare Thornson (Matt Damon) a rifarsi il viso a somiglianza dello stesso pianista. Operazione che segna un climax di eccessi e azioni sconsiderate per il solo "amore" tra i due personaggi. Tutto ciò, però, è raccontato in modo estremamente delicato, quasi a sottolineare come dati eccessi siano frutto di mancanze altrettanto estreme e da una vita tutto sommato triste e solitaria del pianista, che viene colmata dalla bellezza del suo nuovo compagno che però più avanti non basterà più. Di certo il film riesce nell'intento più difficile: quello di dare dignità a dei personaggi che sembrano perderla più volte nel corso della loro esistenza.

VERDETTO FINALE
"Dietro i Candelabri" è senza dubbio un ottimo film: un nuovo fantastico lavoro di Soderbergh, una nuova eccezionale interpretazione di Michael Douglas e Matt Damon che riescono in un film per certi versi difficile ma che alla fine ripaga appieno gli sforzi.

VOTO: 3.5 / 5

RECENSIONE: "A Proposito di Davis"


Recensione di Federico Meneghini

"A Proposito di Davis" (titolo originale "Inside Llewyn Davis") è il nuovo film scritto, diretto e montato dai fratelli Coen con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake e John Goodman.

PRIMA IMPRESSIONE
L'introduzione fin da subito imposta l'atmosfera che caratterizzerà l'intero film: l'attore Oscar Isaac, Llewyn Davis nel film, suona e canta "Hang Me, Oh Hang Me" (Impiccami, Oh Impiccami) mentre i colori spenti e le immagini leggermente appannate dipingono un primo piano dell'attore e della sua chitarra. Tutto è calmo, tutto è nostalgico.

Ebbene si, l'intero film sarà incentrato sulla vita di questo musicista, personaggio ispirato al cantante Dave Van Ronk vissuto negli anni '60, sulle sue conoscenze, sui suoi molteplici fallimenti, sventure e relazioni andata male, il tutto condito con un atmosfera particolarmente rilassata e nostalgica, in cui si vede palesemente la mano dei fratelli Coen.

Lewyn incontrerà nel corso del film molteplici personaggi, alcuni dei quali più rilevanti di altri, ma tutti estremamente caratterizzati e particolareggiati. Questo è sicuramente un punto a favore del film. Alcuni saranno sgradevoli, altri nevrotici, altri ancora ostili, tutti che appaiono per poco, ma nessuno sarà veramente un amico stretto del protagonista che si ritrova a vagare tra New York e Chicago in cerca di fortuna. Variegate la location (anche se apparentemente molto simili tra loro) così come le atmosfere che le circondano.

Le inquadrature così come la suddetta colorazione prevalentemente spenta e "appannata" si sposano perfettamente con lo stile del film e sono molto curate e pensate. Ci si trova davanti una piccola opera d'arte: diversa dal solito ma davvero efficace. Ottimo lavoro anche qui da parte dei fratelli Coen.

La narrazione attraverso le canzoni folk che il protagonista ci regala nel corso del film varrebbero da sole il prezzo del biglietto: d'atmosfera, nostalgiche, tristi ma con la speranza spesso all'orizzonte. Tutte rigorosamente acustiche con sola voce e chitarra. Questo aiuta ulteriormente ad immedesimarsi nelle scene che vengono così caratterizzate in modo unico. Davvero un'ottima ed inusuale colonna sonora.

VERDETTO FINALE
Dai fratelli Coen ci si aspetta quel qualcosa in più, di particolare, e anche questa volta ce l'hanno fatta: "A Proposito di Davis" è un film tranquillo e nostalgico, una finestra su una vita non troppo felice e fortunata ma ricca di incontri e belle atmosfere che si ricordano anche dopo il termine del film, così come il giovane Bob Dylan che viene mostrato suonare alla fine nello stesso locale dove Davis non ha avuta molta fortuna.

VOTO: 3.5/5

domenica 2 febbraio 2014

VIDEORECENSIONE: THE WOLF OF WALL STREET



Ecco a voi la nostra nuova videorecensione di "The Wolf of Wall Street", il nuovo film di Martin Scorsese con Leornardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie e Matthew McConaughey. Fateci sapere la vostra! Recensione di Jacopo Castelletti, Federico Meneghini e Nicolò Alfonso.